La Sierra Leone è stata dichiarata libera dall'Ebola il 17 marzo 2016 e ora il Paese sta lottando per ricostruire il suo sistema sanitario decimato. 

La presenza di MSF nel Paese

  • Operiamo nel paese dal 1986
  • Nel mese di maggio 2016, 65.159 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo.

Cosa facciamo 

L'accesso alle cure mediche era già limitato prima dell'epidemia di Ebola e si stima che circa il 10 per cento dei professionisti sanitari nazionali sia tra le 3.950 persone uccise dal virus.
Circa 8.695 persone sono state infettate dall'Ebola e alcuni sopravvissuti hanno combattuto diverse complicazioni per mesi. La clinica per i sopravvissuti che Medici Senza Frontiere ha aperto nel luglio 2015 è stata trasferita al Ministero della Salute alla fine del mese di settembre 2016. La clinica ha fornito assistenza sanitaria e di salute mentale a più di 400 sopravvissuti e alle loro famiglie, organizzando oltre 450 sedute di salute mentale. La clinica ha inoltre svolto attività di sensibilizzazione, promuovendo l’educazione sessuale, il lavaggio delle mani e la prevenzione della malaria.
Di fronte alla segnalazione di emarginazione da parte dei sopravvissuti, sono stati dispiegati operatori sanitari per educare le comunità in merito alla malattia e combattere lo stigma.
Al fine di mantenere una sufficiente capacità di risposta alle emergenze in caso di future epidemie, è stata istituita la Sierra Leone Emergency Response Unit. L'unità ha sostenuto il Ministero della Salute nelle attività di comunicazione sulle malattie infettive e di formazione sulla risposta alle emergenze in tre distretti, nonché nelle campagne di vaccinazione, tra cui una per l'Ebola.
 
Salute materno-infantile
Prima dell'epidemia, la Sierra Leone aveva uno dei peggiori indicatori sanitari al mondo, soprattutto per quanto riguarda la mortalità materna e infantile. Nel distretto di Tonkolili, MSF sostiene il reparto pediatrico, i servizi di maternità e neonatale e il laboratorio di trasfusione ematica presso l'ospedale distrettuale di Magburaka, oltre ad assistere il centro per la salute materna e infantile di Magburaka con personale e forniture. Nel territorio di Yoni (Hinistas), MSF fornisce assistenza ostetrica di emergenza in un centro sanitario della comunità. Nel 2016 sono state effettuate complessivamente 21.180 visite ambulatori e 6.245 prenatali, 2.996 bambini sono stati ricoverati nel reparto pediatrico e sono stati assistiti 1.457 parti.
Ad aprile 2016, MSF ha avviato un progetto a Koinadugu per ridurre la mortalità materna, neonatale e infantile nel distretto. MSF ha ristrutturato l'ospedale di Kabala, estendendo la capacità del reparto pediatrico da 15 a 45 posti letto e creando un reparto neonatale a tre letti. Tra aprile e dicembre 2016, 1.660 bambini sotto i 12 anni sono stati ricoverati per ricevere trattamenti, di cui 148 per malnutrizione acuta severa.
Le équipe hanno fornito assistenza a 1.185 donne incinte, assistito 783 parti, di cui 111 cesarei, e seguito 1.240 persone per la pianificazione familiare.
Il progetto fornisce anche assistenza sanitaria ai sopravvissuti del virus Ebola. L'équipe ha esaminato 23.197 persone per la malattia (nessuna è risultata positiva).  Inoltre, è disponibile lo screening per la malaria e l'HIV.
Le équipe di Koinadugu monitorano la situazione nutrizionale e rispondono alle emergenze e alle epidemie.

La mappa dei nostri interventi 

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