Il Sudafrica ha la maggiore incidenza di persone affette da HIV nel mondo e contribuisce a guidare il percorso verso l’accesso a nuovi trattamenti per la tubercolosi multiresistente ai farmaci (MDR-TB).

La presenza di MSF nel Paese

  • Operiamo nel paese dal 1999.
  • Nel 2016 12.700 pazienti hanno iniziato il trattamento antiretrovirale.

Cosa facciamo 

Il 2016 è stato un anno di sconvolgimenti politici ed economici in Sudafrica, con il partito politico leader che ha perso il controllo di diverse città importanti dopo le elezioni comunali. I sudafricani hanno continuato a esporre richieste forti e spesso violente per migliori servizi pubblici e leader più responsabili.  

Provincia di KwaZulu-Natal
Il progetto di Medici Senza Frontiere contro l’HIV e la tubercolosi (TB) nel distretto di uThungulu, che copre una popolazione di 114.000 abitanti, mira ad essere il primo centro in Sudafrica a soddisfare gli ambiziosi obiettivi UNAIDS 90-90-90.  Un rapporto intitolato "Bending the Curves of the HIV/TB Epidemic in KwaZulu-Natal" ha descritto l'approccio orientato alla comunità del progetto, volto ad aumentare l’integrazione tra il test per l’HIV e lo screening per la TB, nonché l'accesso e l'adesione al trattamento dell'HIV, allo scopo di influenzare la strategia futura del governo sudafricano per raggiungere gli obiettivi di trattamento 90-90-90 a livello nazionale. Nel 2016 sono stati testati 56.029 soggetti, effettuate 2.370 circoncisioni maschili e distribuiti 1.573.756 preservativi.

KhayelitshaIl

Il progetto di Khayelitsha vicino a Città del Capo continua a sviluppare e implementare regimi di trattamento per la MDR-TB e modelli innovativi di cura per i pazienti che convivono con l'HIV e la TB. Nel 2016, l'équipe si è concentrata sullo sviluppo di modelli di assistenza a sostegno di gruppi specifici, come le donne incinte e i loro neonati, adolescenti e uomini. Tredici club "Moms and Tots" postnatali sono stati istituiti in partnership con Città del Capo e mothers2mothers, consentendo alle donne di accedere a servizi "one stop" per l'HIV e altri problemi sanitari per sé e per i loro bambini, migliorando così l'adesione al trattamento. 


Nel corso del 2016, MSF ha combattuto per ottenere l'accesso a nuovi farmaci per i pazienti ammissibili, sia a Khayelitsha, sia a livello nazionale.  Ora il Sudafrica può accedere a livello nazionale al nuovo farmaco anti-TB, il bedaquiline, e a Khayelitsha MSF ha la più grande coorte nazionale per un altro farmaco promettente, il delamanid, dove 61 nuovi pazienti hanno iniziato il trattamento nel corso del 2016. MSF sostiene inoltre il Dipartimento della Salute del Capo Occidentale per offrire "regimi rafforzati" ai pazienti affetti da TB resistente ai farmaci.

Rustenburg

MSF ha continuato a sostenere il Dipartimento della Salute nella provincia del Nord Ovest per ampliare l'accesso alle cure per le vittime di violenza sessuale a Rustenburg, nella zona delle miniere di platino in Sudafrica. I risultati di un'indagine di MSF su 800 donne a Rustenburg di età compresa tra 18 e 49 anni, pubblicati nel 2016 in uno sconcertante rapporto dal titolo Untreated Violence, dimostrano che una donna su quattro nel distretto di Bojanala viene violentata durante la vita e che la metà subisce una qualche forma di violenza sessuale o intima da parte del partner, ma che il 95 per cento di esse non aveva mai raccontato la violenza subita ad una struttura sanitaria.MSF supporta tre centri di assistenza “Kgomotso”, strutture sanitarie di base che forniscono un pacchetto di assistenza medica, legale e psicosociale alle vittime di violenza sessuale, al fine di prevenire malattie e ridurre le sofferenze associate allo stupro. Il pacchetto include esame forense, profilassi post-esposizione (PEP) per prevenire l'HIV e altre infezioni sessualmente trasmesse, nonché sostegno psicosociale e consulenza. Nel 2016 sono state trattate 290 vittime di violenza sessuale e il 100 per cento dei soggetti ammissibili ha ricevuto farmaci essenziali e/o assistenza psicologica. Oltre a lavorare con le autorità sanitarie provinciali di Rustenburg, MSF ha continuato a sostenere a livello nazionale un maggiore accesso ai servizi delle strutture sanitarie per le vittime di violenza sessuale.

 

Regolazione delle leggi brevettuali 

Lanciata nel 2011, con MSF tra i fondatori, la coalizione "Fix the Patent Laws" è composta da 32 gruppi di pazienti e organizzazioni che promuovono la riforma delle leggi sulla proprietà intellettuale del Sudafrica al fine di superare gli ostacoli all'accesso nazionale a medicinali accessibili. Dopo anni di pressioni, il Dipartimento del Sud Africa del Commercio e dell'Industria ha rilasciato un nuovo quadro consultivo per la proprietà intellettuale nel luglio del 2016. A settembre la coalizione ha pubblicato un rapporto intitolato "Patent barriers to medicine access in South Africa", sulla riforma del diritto brevettuale nel Paese. La coalizione continua a esercitare pressioni sul governo per accelerare la riforma legislativa.

Stop Stockouts
Il progetto Stop Stockouts è un consorzio della società civile, sostenuto da MSF e cinque altre organizzazioni, che monitora la disponibilità di farmaci essenziali nelle cliniche di tutto il Paese e promuove la rapida risoluzione dell'esaurimento delle scorte e delle carenze. Le comunità sono istruite su come segnalare l'esaurimento delle scorte e le autorità sanitarie nazionali sono incoraggiate e, se necessario, sollecitate, a sostenere la riforma delle catene di approvvigionamento. Nel 2016, il progetto ha ricevuto 605 rapporti sull’esaurimento delle scorte attraverso il numero verde nazionale e ha formato 3.454 pazienti e attivisti delle comunità. Ha inoltre assicurato una sovvenzione triennale dell'Unione Europea per continuare le proprie attività. 

La mappa dei nostri interventi 

Le storie dei pazienti 

Sinethemba Kuse, 17 anni, di Khayelitsha, è stata uno dei primi pazienti ad iniziare la terapia a base di delamanid in Sudafrica.

"Immagina che ti dicano che hai la tubercolosi multiresistente ai farmaci poco prima di Natale. Lo stesso giorno il medico mi da delle compresse e mi fa un'iniezione. Le iniezioni erano dolorose. Avevo paura dell'ago perché le iniezioni erano quotidiane. A volte sanguinavo e mi rimanevano dei noduli. Ingoiavo un sacco di compresse, poi vomitavo o mi girava la testa. Poi ci hanno detto di un nuovo farmaco che era disponibile a Khayelitsha, che non molte persone hanno la fortuna di avere. La dottoressa Jenny [Hughes] di MSF mi ha spiegato meglio questo nuovo farmaco chiamato delamanid. A febbraio 2015, ho iniziato a prenderlo. Tutto quello che posso dire è che c'è speranza. Ho avuto fiducia che potesse salvarmi la vita e ha funzionato. Tutte le persone intorno a me hanno cominciato a notare la differenza".
 

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