5 Aprile 2018
Il 30 marzo migliaia di palestinesi hanno partecipato alla cosiddetta “Marcia del Ritorno” nella Striscia di Gaza. Secondo i dati del Ministero della Salute, in un solo giorno sono state ferite 1.415 persone, in maggioranza uomini in giovane età, di cui 758 colpiti da armi da fuoco dell’esercito israeliano. Tutti i feriti sono stati assistiti nelle strutture del Ministero della Salute. 
 
Nei quattro giorni successivi, 102 pazienti con ferite da arma da fuoco agli arti inferiori sono stati trasferiti nelle tre strutture di MSF che nell’area forniscono assistenza specialistica per pazienti traumatologici e ustionati. Più del 35% di questi pazienti ha riportato fratture che richiederanno un trattamento a lungo termine, probabili interventi chirurgici e lunghi periodi di riabilitazione. Gli altri hanno subito lesioni dei tessuti molli, per lo più muscolari, ma potrebbero aver bisogno di interventi chirurgici e di diverse settimane di cure e medicazioni. 
 
“Abbiamo già affrontato un preoccupante aumento del numero di persone ferite dalle forze armate israeliane dal dicembre 2017, dopo le proteste scoppiate quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato di Israele”, dichiara Marie-Elisabeth Ingres, rappresentante di MSF in Palestina. “Oggi contiamo 20 feriti a settimana, erano 20 al mese prima del novembre 2017”.  
 
MSF è pronta ad aprire una nuova sala per consultazioni mediche in una struttura sanitaria pubblica a Gaza, per aumentare la propria capacità di fornire cure post-operatorie (cure infermieristiche specializzate, medicazioni delle ferite). MSF è in stretto contatto con lo staff medico del Ministero della Salute e può fornire équipe chirurgiche specializzate per supportare gli ospedali locali e assicurare periodi di trattamento più lunghi per i pazienti che ne hanno bisogno. 
 
MSF ha anche donato kit di emergenza con farmaci e materiali medici usa e getta per trattare più di 100 feriti assistiti nelle strutture del Ministero della Salute.
 
“Crediamo che nei prossimi giorni altre persone avranno bisogno di assistenza nelle nostre cliniche, perché gli ospedali ci invieranno più pazienti per ricevere cure post-operatorie”, ha aggiunto Ingres di MSF. “E temiamo che alle prossime manifestazioni, a partire da quella di venerdì 6 aprile, ci saranno nuove violenze che produrranno nuovi feriti. Da qui al 15 maggio ci sono altre proteste in programma, MSF farà tutto il possibile per affrontare l’emergenza e rispondere ai bisogni della popolazione di Gaza”.

Notizie & Pubblicazioni correlate